Vitafoods 2026: come sfruttarlo al meglio se sei un’azienda nutraceutica

Aprile 23, 2026
Vitafoods 2026

Partecipare al Vitafoods è un investimento importante: migliaia di euro di spazio espositivo, settimane di lavoro sul design dello stand, spese di personale e materiali. Nonostante ciò, la maggior parte degli espositori continua a trattarlo come una semplice “fiera di 3 giorni”.

Negli anni abbiamo supportato decine di aziende nutraceutiche in fiere nazionali e internazionali, trovandoci ad affrontare numerose sfide insieme ai nostri clienti. Per questo, pensiamo possa essere utile proporre un approccio che secondo noi è molto efficace.

Fiere come il Vitafoods, che quest’anno si terrà a Barcellona tra il 5 e il 7 maggio 2026, vanno intese come una combinazione di marketing online/offline che si protrae per diversi mesi. L’obiettivo di questo articolo è proprio quello di suggerire alcune azioni che permettono di sfruttare al massimo eventi come il Vitafoods.

Cosa accade in fiera al 99% delle aziende?

  • Si spendono tanti soldi nella preparazione dello stand;
  • I sales riempiono la valigia di biglietti da visita che nella maggior parte dei casi non si trasformeranno mai in clienti;
  • Si finisce con la sensazione di aver investito tempo e soldi in un evento “irrinunciabile” che ha però portato pochi risultati (e spesso è veramente così).

Il primo esperimento di collaborazione con Supp da parte di aziende del settore avviene spesso proprio in occasione di una fiera. Imprenditori e imprenditrici si affidano a noi perché hanno l’impressione che ogni fiera rappresenti l’opportunità mancata di sfruttare visibilità e contatti.

Nella maggior parte dei casi le attività di marketing che l’azienda svolge sono le stesse:

  • Pubblica il classico post su LinkedIn multilingua, ripostato da tutti i dipendenti, che recita più o meno “We are ready to welcome you at Vitafoods 2026!”;
  • Aspetta che qualcuno entri nello stand perché attirato da materiali grafici e dal sorriso di chi è in quel momento al desk;
  • Trascorre la settimana successiva a inviare messaggi di followup generici ai contatti, spulciando tra le centinaia di biglietti da visita raccolti.

Non c’è niente di male nel portare avanti attività che in passato, e in parte anche oggi, hanno portato a risultati positivi. Il problema è che in questo modo si perde un bel pezzo della visibilità che manifestazioni del genere comportano.

Per ogni azienda sviluppiamo una strategia su misura, basata sul suo posizionamento, sui dati disponibili e sugli obiettivi legati alla fiera. Qui sotto abbiamo però raccolto indicazioni pratiche che possono essere utili a tutti, a prescindere dal caso specifico.

Prima della fiera: fatti conoscere e riempi l’agenda

Il lavoro vero parte qui. Se arrivi senza appuntamenti, stai affidando tutto al caso o all’attrattività dello stand, senza possibilità di “qualificare” il target. La prima domanda che poniamo ai nostri clienti è: “Chi vuoi incontrare davvero?”

Non basta dire “distributori” o “brand”. Devi entrare nel dettaglio: che tipo di distributore, in quale mercato, con che posizionamento, con quali volumi, con quali esigenze. Altrimenti finisci a parlare con chiunque sembri “potenzialmente interessante”, e perdi tempo senza accorgertene.

Quando questo punto è chiaro puoi selezionare in anticipo le aziende da contattare, preparare messaggi che parlano esattamente a quel tipo di interlocutore e costruire materiali coerenti con ciò che stanno cercando.

Sistema il profilo sulla piattaforma Vitafoods in modo serio (serve a farti trovare)

Già da diversi anni ormai, fiere come il Vitafoods hanno smesso di essere eventi 100% fisici.

La piattaforma web della manifestazione offre la lista completa degli espositori, con numerosi filtri, oltre alla possibilità di contattare i referenti e visitare le pagine social dell’azienda. Va trattata come una vera pagina di acquisizione.

Il tuo profilo aziendale deve spiegare in modo diretto cosa fa l’azienda, con chi lavora e perché scegliervi come partner, usando parole che i buyer cercano davvero.

Categorie e filtri vanno selezionati con precisione perché determinano se compari o no nelle ricerche.

I prodotti devono essere caricati come mini presentazioni orientate al problema e alla soluzione, con elementi concreti come ingredienti, applicazioni e vantaggi competitivi.

Immagini, PDF e video devono essere coerenti con l’immagine aziendale e pensati per un pubblico business.

Il link deve portare a una pagina dedicata alla fiera sul tuo sito web, non alla homepage.

Soprattutto, va gestita attivamente la parte di contatti e meeting, rispondendo velocemente e proponendo appuntamenti precisi.

Ti sembrano consigli banali? Il 90% dei profili sulla piattaforma del Vitafoods presenta errori o è incompleto.

Crea una pagina dedicata sul sito dove mandi chi ti cerca

Non stiamo suggerendo di scrivere la classica news, riportata su sito web e profilo LinkedIn, che annuncia la vostra presenza al Vitafoods e il numero dello stand. Immagina la partecipazione alla fiera di un’azienda come un evento tematico per la tua azienda: quale sarà il focus di questa edizione?

Ad esempio, puoi partire da un problema concreto del mercato. Non “presentiamo i nostri prodotti”, ma: “stiamo lavorando su come ridurre X problema che vediamo sempre più spesso nei nostri clienti”.

Questo ti posiziona subito come qualcuno che capisce il contesto, che ha un motivo concreto per essere in fiera e qualcosa da dire.

Oppure puoi costruire tutto attorno a un cambiamento che stai vedendo. Ad esempio: nuove richieste dei distributori, cambiamenti nei formati, pressioni su prezzo/qualità, nuove aspettative su certificazioni o sostenibilità. Diventi interessante perché porti una lettura del mercato.

Un’altra leva forte è far vedere cosa succede “dietro le quinte”. Come sviluppate un prodotto, come scegliete gli ingredienti, come lavorate con i clienti. Sono cose che raramente vengono raccontate, ma che danno molta credibilità.

Poi arriva la parte che quasi nessuno fa davvero: scrivere alle persone con anticipo.

Comunica con il tuo target sfruttando tutti i canali a disposizione

LinkedIn, email, contatti già esistenti. Diversifica la comunicazione in base al tipo di target e alla leva che vuoi usare per portarlo al tuo stand.

Riguardo il “cosa” comunicare, anche qui hai tantissime possibilità:

  • Racconta la preparazione della fiera, compreso il dietro le quinte;
  • Intervista i referenti aziendali che parteciperanno;
  • Ricorda di continuo cosa presenterai in questa edizione.

I contenuti, pubblicati su LinkedIn e nelle news aziendali, potranno poi essere ripresi in newsletter e girati privatamente ai contatti come spunto di conversazione.

Nota a parte meritano le LinkedIn Ads. Nonostante i nostri clienti le usino da anni per generare appuntamenti di qualità in fiera, ancora la maggior parte delle aziende le ignora. LinkedIn è una miniera di informazioni, e l’advertising su LinkedIn permette di sfruttare quelle informazioni per raggiungere esattamente le persone a cui vuoi rivolgerti.

Puoi sfruttare questo canale per amplificare la portata dei tuoi messaggi, ampliare il tuo pubblico e fare in modo che siano i potenziali clienti a contattare te. Ad esempio, mandandoli su una landing page con un modulo nel quale possono già fissare un appuntamento in fiera.

Durante la fiera: qualificare è meglio di accumulare

Se hai lavorato bene prima, in fiera non parti da zero. Arrivi con appuntamenti già fissati, contatti già caldi, conversazioni già iniziate.

Qui entra la parte che fa la differenza: consigliamo sempre ai nostri clienti di tracciare e continuare a fare acquisizione anche durante la fiera. Come?

Ogni contatto interessante deve finire subito dentro un sistema. Che sia un CRM strutturato o anche qualcosa di più semplice, poco cambia. Da qui si determina l’efficacia del follow up.

C’è poi un aspetto che quasi nessuno sfrutta, il digital marketing durante i giorni di fiera. Anche qui dobbiamo precisare: non ci riferiamo al post LinkedIn con foto dello stand vuoto e un testo simile a “Sta per iniziare il secondo giorno qui al Vitafoods”.

LinkedIn Ads geolocalizzate

Hai centinaia, a volte migliaia di persone nello stesso posto, nello stesso momento, con lo stesso interesse. È il contesto perfetto per fare attività mirate. Puoi attivare campagne LinkedIn geolocalizzate nei giorni dell’evento, parlando direttamente a chi è lì.

Puoi intercettare chi ha già visitato il tuo sito o la tua pagina dedicata e portarlo a un’azione concreta.

Puoi creare continuità tra chi ti ha visto online e chi ti incontra allo stand.

Dopo la fiera: trasformare i contatti in clienti

Dopo la fiera succede sempre la stessa cosa: torni in ufficio, trovi tutto quello che avevi lasciato in sospeso e i contatti raccolti iniziano a slittare in fondo alla lista. È lì che perdi il valore che hai accumulato durante la fiera.

I tuoi potenziali clienti hanno parlato con altre dieci aziende come te, quindi devi fare follow up con criterio e tempestività. Dovresti arrivare al post-fiera già con le idee chiare: chi era davvero interessato, chi stava solo esplorando, chi vale la pena risentire subito.

Con i contatti più “caldi”, riprendi la conversazione quando è ancora fresca, sfrutta gli appunti presi durante l’evento e proponi già uno slot per un appuntamento.

Lead nurturing sui contatti meno caldi

Non tutti i contatti che incontri in fiera sono pronti a diventare clienti subito, e va bene così.

Qui entra in gioco il lead nurturing, che in pratica significa una cosa molto semplice: restare presenti nel tempo in modo utile, finché quella persona non arriva al momento giusto per compiere un’azione rilevante.

L’email marketing è uno degli strumenti, ma non è l’unico. Il nurturing passa anche da quello che pubblichi su LinkedIn, da come ti presenti online, dai contenuti che condividi e da ciò che quella persona vede dell’azienda nei mesi successivi.

Se dopo la fiera sparisci, vieni dimenticato. Se invece continui a parlare di temi rilevanti per quel target, anche senza contattarlo direttamente, resti nel radar.

Ci è capitato più volte di vedere questo effetto nel tempo, non solo sulla “pelle” dei nostri clienti. Al CPhI 2025 di Francoforte abbiamo conosciuto un’azienda perfettamente in target. Nessuna trattativa immediata, nessun seguito “a caldo”. Nei mesi successivi hanno semplicemente continuato a vedere quello che facevamo: contenuti, insight, punti di vista.

Dopo cinque mesi ci hanno scritto loro perché avevano già deciso che eravamo il partner giusto.

È questo il senso del lead nurturing fatto bene, non trasformare tutti subito, ma fare in modo che, quando qualcuno è pronto, pensi a te senza doverci riflettere troppo.

Se hai letto l’articolo, saprai che per preparare insieme il Vitafoods è troppo tardi, però potremmo incontrarci in fiera per conoscerci e valutare una futura collaborazione. Scrivici!

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